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Angelus-Regina Coeli

Queridos hermanos y hermanas, ¡buenos días! La celebración de hoy del bautismo del Señor concluye el tiempo de Navidad y nos invita a pensar acerca de nuestro bautismo. Jesús quería recibir el bautismo predicado y administrado por Juan el Bautista en el Jordán. Fue un bautismo de penitencia: aquellos que se acercaron expresaron el deseo de ser limpiados de los pecados y, con la ayuda de Dios, se comprometieron a comenzar una nueva vida.

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Queridos hermanos y hermanas, ¡que tengan una buena fiesta! Hoy, la fiesta de la Epifanía del Señor, el Evangelio ( Mt 2, 1-12) presenta tres actitudes con las cuales se ha recibido la venida de Cristo Jesús y su manifestación al mundo. La primera actitud: investigación, investigación cuidadosa ; el segundo: indiferencia ; el tercero: miedo .

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sulla prima pagina del calendario del nuovo anno che il Signore ci dona, la Chiesa pone, come una stupenda miniatura, la solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio. In questo primo giorno dell’anno solare, fissiamo lo sguardo su di lei, per riprendere, sotto la sua materna protezione, il cammino lungo i sentieri del tempo.

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Dopo aver celebrato la nascita di Gesù, oggi celebriamo la nascita al cielo di Santo Stefano, il primo martire. Anche se a prima vista potrebbe sembrare che fra le due ricorrenze non ci sia un legame, in realtà esso c’è, ed è un legame molto forte.

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa domenica che precede immediatamente il Natale, ascoltiamo il Vangelo dell’Annunciazione (cfr Lc 1,26-38).

In questo brano evangelico possiamo notare un contrasto tra le promesse dell’angelo e la risposta di Maria. Tale contrasto si manifesta nella dimensione e nel contenuto delle espressioni dei due protagonisti. L’angelo dice a Maria: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (vv. 30-33). È una lunga rivelazione, che apre prospettive inaudite. Il bambino che nascerà da questa umile ragazza di Nazaret sarà chiamato Figlio dell’Altissimo: non è possibile concepire una dignità più alta di questa. E dopo la domanda di Maria, con cui lei chiede spiegazioni, la rivelazione dell’angelo diventa ancora più dettagliata e sorprendente.

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nelle scorse domeniche la liturgia ha sottolineato che cosa significhi porsi in atteggiamento di vigilanza e che cosa comporti concretamente preparare la strada del Signore. In questa terza domenica di Avvento, detta “domenica della gioia”, la liturgia ci invita a cogliere lo spirito con cui avviene tutto questo, cioè, appunto, la gioia. San Paolo ci invita a preparare la venuta del Signore assumendo tre atteggiamenti. Sentite bene: tre atteggiamenti. Primo, la gioia costante; secondo, la preghiera perseverante; terzo, il continuo rendimento di grazie. Gioia costante, preghiera perseverante e continuo rendimento di grazie.

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Domenica scorsa abbiamo iniziato l’Avvento con l’invito a vigilare; oggi, seconda domenica di questo tempo di preparazione al Natale, la liturgia ce ne indica i contenuti propri: è un tempo per riconoscere i vuoti da colmare nella nostra vita, per spianare le asperità dell’orgoglio e fare spazio a Gesù che viene.

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buona festa!

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi iniziamo il cammino dell’Avvento, che culminerà nel Natale. L’Avvento è il tempo che ci è dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, anche per verificare il nostro desiderio di Dio, per guardare avanti e prepararci al ritorno di Cristo. Egli ritornerà a noi nella festa del Natale, quando faremo memoria della sua venuta storica nell’umiltà della condizione umana; ma viene dentro di noi ogni volta che siamo disposti a riceverlo, e verrà di nuovo alla fine dei tempi per «giudicare i vivi e i morti». Per questo dobbiamo sempre essere vigilanti e attendere il Signore con la speranza di incontrarlo. La liturgia odierna ci introduce proprio in questo suggestivo tema della vigilanza e dell’attesa.

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Queridos hermanos y hermanas, ¡buenos días! En este penúltimo domingo del año litúrgico, el Evangelio nos presenta la parábola de los talentos (cf Mateo 25, 14-30). Un hombre, antes de partir de viaje, entrega a sus siervos unos talentos, que en aquel tiempo eran monedas de notable valor: a un siervo, cinco talentos; a otro, dos; a otro, uno, según la capacidad de cada uno. El siervo que recibió cinco talentos es emprendedor y les hace fructificar ganando otros cinco. De igual modo se comporta el siervo que había recibido dos y se procura otros dos. En cambio, el siervo que recibió uno, excava un agujero en la tierra y esconce la moneda de su patrón.

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa domenica, il Vangelo (cfr Mt 25,1-13) ci indica la condizione per entrare nel Regno dei cieli, e lo fa con la parabola delle dieci vergini: si tratta di quelle damigelle che erano incaricate di accogliere e accompagnare lo sposo alla cerimonia delle nozze, e poiché a quel tempo era usanza celebrarle di notte, le damigelle erano dotate di lampade.

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